Scrivere nonostante la distanza, per raccontare le nostre esperienze di TO durante la pandemia

Con l’occasione della prossima newsletter della SITO, invitiamo i soci a condividere le personali esperienze vissute durante la pandemia di COVID-19, i disagi, i limiti, la resilienza ed anche le nuove frontiere per la nostra professione.

Le misure prese per rallentare la diffusione del virus COVID-19 hanno sconvolto le vite di milioni di persone nel mondo. Per molti di noi, la vita “prima” sembrava prevedibile in modo allettante; i nostri diari pieni di appuntamenti, impegni, eventi e viaggi che rappresentavano la concezione del nostro futuro. Sono parole della collega  Karen Whalley Hammell, che non parlano solo delle persone fragili, ma della nostra quotidianità quando l’ordinario diventa straordinario per tutti noi. Ora tutto è cambiato.

Spazio e tempo. Due termini che la fisica ci concede, oggi, in modo così tangibile quanto greve. Siamo tutti distanti, ma vorremmo essere vicini. Siamo ricchi di tempo, ma poveri di stimoli. C’è chi non lascia la propria casa da settimane, ma casa non sempre è un indirizzo. Chi esce solo per la spesa e scruta il mutare delle stagioni da una coda serpentina. Chi ancora può recarsi al lavoro, dove qualcuno avrebbe bisogno di ricevere un contatto e dove le barriere (giuste e necessarie) allontanano in uno spazio vicino.

In questo periodo storico, così alienante da toglierci molti dei nostri riferimenti, siamo chiamati a dimostrare infinite e nuove risorse. Sono richiesti pazienza e senso civico, bisogna reinventarsi nel quotidiano e si devono mediare sensazioni che, forse, non conosciamo così bene. Mai come in questo momento, si possono perfettamente capire due concetti cardine della nostra professione: la deprivazione occupazionale e il senso di competenza

Siamo accerchiati da barriere erette da fattori esterni, che limitano le nostre scelte. Siamo legati dall’attesa, confinati nella noia o nell’ansia, senza obiettivi che indirizzino le nostre energie, l’impegno e le abilità personali. Ognuno di noi, certamente, sperimenta queste situazioni in modo diverso e personale, ma tutti siamo entrati in contatto con esse. Ed è proprio l’esperienza fatta in questi giorni, quella di una grande resilienza, che può rappresentare una scintilla. Una scintilla per fare luce e riflettere insieme sui nuovi orizzonti che può indagare ed appropriarsi la terapia occupazionale. Per condividere pensieri e considerazioni. Per non dimenticare chi siamo e cosa potremo offrire in più. Per dialogare con le occupazioni, con l’ambiente e con i nostri ruoli occupazionali. Per noi. Per le persone che dovrebbero beneficiare della terapia occupazionale. Per accorciare le distanze e riavvicinarci, nonostante ciò che viviamo e vivremo. Per esserci sempre e comunque.

Aspettiamo le vostre esperienze, il vostro vissuto professionale, i vostri suggerimenti e quello delle persone in carico in questo periodo di deprivazione occupazionale e al contempo di grande opportunità di cambiamento.  Desiderosi di poter condividere, attendiamo le vostre riflessioni all’indirizzo redazione.gito@terapiaoccupazionale.it entro sabato 16 maggio.

Ringraziamo la collega Tione Mimosa per la foto.